martedì 27 dicembre 2011

26 Dicembre 2011

Una data che resterà a lungo nella nostra memoria e che chissà quante volte ci ritroveremo a raccontare ai più giovani... "Acàl Sant Steu dal duemilaunzi, che san muntâ sal Munt Veĉ e la jera fràn taràn e sac barzì"...

Monte Vecchio - 1920 m. - Panorama

Il Monviso
Monte Vecchio - Panorama Sud-Est
La Vurpigera



Immagini: @ Antonella Bottero

domenica 25 dicembre 2011

Nové de l'Argentiera


lhi es vengua na gaseta totora de novel
lhi es vengua na gaseta la pòrta 'n angel dal cél 
l'angel dal cél dis que na vergineta 
lhi a fach 'n enfant que teta
lhi a pas ren de pus bel
l'enfant qu'es nat totora es nat en Betelem
l'enfant qu'es nat totora es paure que n'a ren
paure que n'a ren e lo bon Diu l'emplora
e sa mairel'adora cojat s'un pauc de fen
la santa Vergineta ensemp al bòn vielhon 
la santa Vergineta lhi chanta 'na chansun
chanta na chansun que fai liron-lireta 
lhi dona 'na posseta
duerme mon Bel garçon


Frammento del manoscritto "Nové de l'Argentiera" del XVI sec. ritrovato in valle Stura e musicato da Sergio Berardo, descrive con religiosità polare montanara l'annuncio della nascita di Gesù.


sabato 24 dicembre 2011




Canto di Natale - Modena City Ramblers

 
Immagine: Antonella Bottero - Maire Gavel

giovedì 22 dicembre 2011

Sien encaro içí



Gli auguri li faccio con le parole di Roberto Colombero, Presidente della Comunità Montana valli Maira e Grana. Sono parole bellissime.

(Fonte: TargatoCN)

 ... e un grazie a Puiu per la segnalazione.


Ent’aqueste Natal, que içí chapuei le(s) nostos valados “sono” aboù lou quiúcás d’là départio, nous-auti, ultim baluard e ultimo gardio de la nosto pauro tero, parei, senço poulemico e senço rancour, ma aboù l’auguri de na proufoundo reflecioun, vòulioun divoús que
… nunustant le(s) gueros que nous an pourtà vio entieros generaciouns de joùves,
… nounoustant l’ilusioun de l’emigracioun,
… nounoustant la fatigo e la sudour de la nosto gent,
… nounoustant lou roubalissi dle nostos ricesos,
… nounoustant na poulitico da sempre ren giusto e borgno ent’ì counfrount d’la mountanho
nous-auti sien encaro içí ...
… içí a defende le nostos derieros escolos,
… içí a defende i nosti veiet abandounà e soulets,
… içí a defende i nosti pichot servici, per soustene aquelo gent que nounoustant tout, içí chapuei continuo a travaiar, vioure e sperár e … creienous, aboù tanti sacrifiçi e tantou temp spendú per lou noste ideal que pensen just!

Tanti Auguri de Bon Natal e Bon An

(in Italiano)
In questo Natale che quassù nelle nostre valli “suona” con la campana della dipartita, noi, ultimi baluardi e ultimi presidi della nostra povera terra, così, senza polemica e senza rancore, ma con l’augurio di una profonda riflessione, volevamo dirvi che,
… nonostante le guerre che ci hanno portato via intere generazioni, 
… nonostante l’illusione che l’emigrazione aveva creato, 
… nonostante la fatica ed il sudore della nostra gente,  
...nonostante il depredamento delle nostre risorse, 
... nonostante una politica da sempre iniqua e cieca nei confronti della montagna 
noi siamo ancora qui … 
... qui a difendere le nostre ultime scuole, 
... qui a difendere i nostri vecchi abbandonati e soli, 
... qui a difendere i nostri servizi indispensabili per sostenere quella gente che, nonostante tutto, quassù continua a lavorare, a vivere ed a sperare... e credeteci, con tanti sacrifici e tanto tempo speso per il nostro ideale che pensiamo giusto!

Tanti Auguri di Buon Natale e Buon Anno 


Immagine: Antonella Bottero - Monviso e la piana dal Becco Rosso

mercoledì 21 dicembre 2011

News apertura impianti


Sabato 24 dicembre apre la seggiovia Morel con la pista del Gorba. Se le temperature resteranno bassine, lunedì aprirà il Pancani-Pian del Leone. 
Dant al dirìa ch'igè ban grissa...

Immagine: LIFT

domenica 18 dicembre 2011

Di quando le mezze misure mai!

Ve lo ricordate cos'era Limone 
il 18 Dicembre di tre anni fa?


cielomiomarito - View my 'Nevicata 2008' set on Flickriver

Tuona il cannone, tuona...



18 dicembre 2011. Non c'è neve e nemmeno è previsto che arrivi. Da ieri sera, con temperature finalmente consone alla stagione, i cannoni sono entrati in funzione. Dai Mian vedo sparare al Maneggio e in questa immagine delle Webcam LIFT, nevicata artificiale al Morel.

venerdì 16 dicembre 2011

Genova


Poesia trovata qui e dedicata a tutti i genovesi che amano Limone, e che megari quest'anno salteranno la vacanza, troppo occupati a curare le ferite della loro città.

Giorgio Caproni - Litania

Genova mia citta’ intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.

Genova citta’ pulita.
Brezza e luce in salita.
Genova verticale,
vertigine, aria scale.

Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.
Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.

Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.
Genova mia tradita,
rimorso di tutta la vita.

Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.
Genova in solitudine,
straducole, ebrietudine.

Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.
Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.

Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.
Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.

Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.
Genova d’aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.

Genova che mi struggi.
Intestini. Caruggi.
Genova e così sia,
mare in un’osteria.

Genova illividita.
Inverno nelle dita.
Genova mercantile,
industriale, civile.

Genova d’uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Genova in banchina,
transatlantico, trina.

Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.
Genova di canarino,
persiana verde, zecchino.

Genova di torri bianche.
Di lucri. Di palanche.
Genova in salamoia,
acqua morta di noia.

Genova di mala voce.
Mia delizia. Mia croce.
Genova d’Oregina,
lamiera, vento, brina.

Genova nome barbaro.
Campana. Montale, Sbarbaro.
Genova dei casamenti
lunghi, miei tormenti.

Genova di sentina.
Di lavatoio. Latrina.
Genova di petroliera,
struggimento, scogliera.

Genova di tramontana.
Di tanfo. Sottana.
Genova d’acquamarina,
area, turchina.

Genova di luci ladre.
Figlioli. Padre. Madre.
Genova vecchia e ragazza,
pazzia, vaso, terrazza.

Genova di Soziglia.
Cunicolo. Pollame. Trilia.
Genova d’aglio e di rose,
di Pra’, di Fontane Marose.

Genova di Caricamento.
Di Voltri. Di sgomento.
Genova dell’Acquasola,
dolcissima, usignuola.

Genova tutta colore.
Bandiera. Rimorchiatore.
Genova viva e diletta,
salino, orto, spalletta.

Genova di Barile.
Cattolica. Acqua d’Aprile.
Genova comunista,
bocciofila, tempista.

Genova di Corso Oddone.
Mareggiata. Spintone.
Genova di piovasco,
follia, Paganini, Magnasco.

Genova che non mi lascia.
Mia fidanzata. Bagascia.
Genova ch’e’ tutto dire,
sospiro da non finire.

Genova quarta corda.
Sirena che non si scorda.
Genova d’ascensore,
paterna, stretta al cuore.

Genova mio pettorale.
Mio falsetto. Crinale.
Genova illuminata,
notturna, umida, alzata.

Genova di mio fratello.
Cattedrale. Bordello.
Genova di violino,
di topo, di casino.

Genova di mia sorella.
Sospiro. Maris Stella.
Genova portuale,
cinese, gutturale.

Genova di Sottoripa.
Emporio. Sesso. Stipa.
Genova di Porta Soprana,
d’angelo e di puttana.

Genova di coltello.
Di pesce. Di mantello.
Genova di lampione
a gas, costernazione.

Genova di Raibetta.
Di Gatta Mora. Infetta.
Genova della Strega,
strapiombo che i denti allega.

Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.
Genova balneare,
d’urti da non scordare.

Genova di “Paolo & Lele”.
Di scogli. Furibondo. Vele.
Genova di Villa Quartara,
dove l’amore s’impara.

Genova di caserma.
Di latteria. Di sperma.
Genova mia di Sturla,
che ancora nel sangue mi urla.

Genova d’argento e stagno.
Di zanzara. Di scagno.
Genova di magro fieno,
canile, Marassi, Staglieno.

Genova di grige mura.
Distretto. La paura.
Genova dell’entroterra,
sassi rossi, la guerra.

Genova di cose trite.
La morte. La nefrite.
Genova bianca e a vela,
speranza, tenda, tela.

Genova che si riscatta.
Tettoia. Azzurro. Latta.
Genova sempre umana,
presente, partigiana.

Genova della mia Rina.
Valtrebbia. Aria fina.
Genova paese di foglie
fresche, dove ho preso moglie.

Genova sempre nuova.
Vita che si ritrova.
Genova lunga e lontana,
patria della mia Silvana.

Genova palpitante.
Mio cuore. Mio brillante.
Genova mio domicilio,
dove m’e’ nato Attilio.

Genova dell’Acquaverde.
Mio padre che vi si perde.
Genova di singhiozzi,
mia madre, Via Bernardo Strozzi.

Genova di lamenti.
Enea. Bombardamenti.
Genova disperata,
invano da me implorata.

Genova della Spezia.
Infanzia che si screzia.
Genova di Livorno,
Partenza senza ritorno.

Genova di tutta la vita.
Mia litania infinita.
Genova di stocafisso
e di garofano, fisso
bersaglio dove inclina
la rondine: la rima.

venerdì 2 dicembre 2011

martedì 29 novembre 2011

A saperle le cose....


 
Ad esempio non capisco perché, in un mondo dove la raccolta differenziata non è più una scelta ma un dovere PER TUTTI, ai Mian non ci sia verso di avere la campana della carta [per tacer dell'umido...]


domenica 6 novembre 2011

Réclame 2


Ieri sera gran bella festa per l'inaugurazione della nuova Paninoteca. So di essere di parte, ma siccome le sorelle son piezz'e core e le socie delle sorelle anche, non posso non raccontare di quanto l'abbiano fatta bella, accogliente, luminosa, spaziosa (sì!!!) e perfino romantica. Il legno di un'antico tatz a decorare bancone e pareti, le pietre di langa inserite con tocco leggero, gli antichi gioghi trasformati in lampadari e lo splendido dipinto di "sorella number one" a regalare l'onirica prospettiva su un fuori immaginario. Chi entrava ieri sera per la prima volta non poteva trattenere un moto di stupore, perché davvero è tutto cambiato, tutto diverso. Tutto tranne le padrone di casa, di cui sono rimasti inalterati entusiasmo e buonumore. E a loro, a Genny e Niki, va il ringraziamento per la bellissima serata che ci hanno regalato e un grande in bocca al lupo per la stagione che sta per iniziare. 

 

martedì 1 novembre 2011

Tagiarìn a la batzâsa (o a la tumma)



(La ricetta in italiano la trovate qui...)


Achésta ricetta crayiu ch'i nâscia ai tamp cura Limun l'era in vilâdzi ad crübart a pâgia. Uridzinâriamant l'ingrediant pricipâl l'era forse mâc la tumma, pè l'am van da pensâr che gi primi mercant che da la piâna i muntâvu an Vurmnâgna, i g'iaiu purtâ lu "gorgonzola" che nuzautri avan sbit batiâ "burgunzola". Lu num di tagiarìn a la batzâsa vâte saber da 'ndua al arübba. Lu batzâs an italian surìa "vasca", "lavatoio", mentre lu verbo "sbatzâsâr" las pol tradürlu an "sguazzare" e vanta dir che iscè la pâsta i sbatzâsa propi ban 'ntla sua bâgna. Cura era tzota ài vist tanti bot mia nanna e mia mâgna ampastâr sal tagiur pur far gi tagiarìn a la tumma e me sampi sturzia lu nâs e m'arfudâva ad tastârgi, mâ apres che am sai bütâ an testa 'd salvâr le vegie ricette 'dla valâda,  tastâr l'è sta in òbblig e am n'an sai annamurâ. 

Cunsaĉ e südzerimant:
  • Las fâi nint mâc gi tagiarin a la batzâsa. Tant bon i sun gi patacùn, le cuatte e, vularia nint sbagliame, ma las fasia chiò lu ris.
  • Pur la batzâsa l'ideal suria fa la pasta cun poc oeu o anche sansa, purché la tan meĉ lu cundimant.
  • L'aĉ al gi vâi e las discut nint, ma al deu nint prevaler süs la resta. Quindi ina dosa s'igè tzota, mesa dosa s'igè grosa, in quart ad dosa s'igè enorme.
  • Pur la burgunzola l'è l'istes discurs ad l'aĉ: al deu nint ampùnerse, p'racò al surè dus, morbid e cremus.
  • La tradisiun i dè che pur la batzâsa la gi vâia ina caserola sulatta. Me ài arzigâ in bot 'd far fundri lu furmadzi ant'ina paila, ma l'è nint la stesa cosa (la resta bon, ma nint bon a la stesa manera). P'racò mia nanna, purché lu furmâdzi al fundesa ban cun la tzalur 'd la pâsta,  al lu sgnacâva cun in sgnâca aĉ cun gi gârb gros. Se però l'avè nint an câsa, cun santa pasiansa gargè ad tagiâr lu furmâdzi a tucatti tzot tzot e mis-ciârlu cun l'aĉ tritâ. 
    Le quantitâ i sun pur 4 pursune
    Pur la pasta la gi vâi:
    • 250 g ad farinna bianca
    • 150 g ad farinna ad gran dür
    • 1 oeu
    • 1 cugieur d'oeli
    • 4 psüià ad sâl

    Pur la bâgna la gi vâi:

    • 120/140 g ad tumma o rubiola
    • 120/140 g ad burgunzola
    • 1 dosa d'aĉ tzota
    • peuri



    Sal tagiur far ina funtâna cun la farinna, rumpergi an més l'oeu, bütargi l'oeli, salâr e cun ina furtzulinna vuntulâr fin a cura l'oeu al sia ban mis-cià. Tacâr a dzuntâr pian pian l'âiga e ampastar fin a cura la pâsta i sia bela morbida, pè cuatârla cun ina salvièta umida e lasciâr arpausâr pur in quârt d'ura. Pasâ lu tamp, cun la mâchinatta apòsta (o cun lu lasagnur se sè bon) tirar la pâsta an feuc nint trop long, partand dal primer garp fin a arübâr al penültim (se i sun trop fin la resta mol 'd putiggia). Gi foec vanta lasciargi sciüri almenu ina mesuratta, pè, sampri cun la machinatta 'd la pasta, las fâi gi tagiarìn. 
    Cun in pasa aĉ da chì gros che las trubava in bot ant'i marzâ, pasar lu furmadzi cun l'aĉ. Campâr a coiri gi tagiarìn e sculargi al dente (sampri purché l'è nint ad putiggia) e nint trop suĉ. Campârgi turna ant'la caserola, dzuntâr lu furmâdzi cun l'aĉ, dunargi ina vuntulâ veloce e ancrüberslâr. Pasâ due minutte discrüberslâr, bütar an pù 'd peuri, vuntular e servir ban tzaud. 


lunedì 31 ottobre 2011

“Comuni Fioriti”



Si è svolta domenica scorsa a Grado, in Friuli Venezia Giulia, la cerimonia di consegna a tutti i partecipanti dei cartelli segnaletici di "Comune Fiorito", con un numero variabile dal minimo di 1 ad un massimo di 4 fiori, a seconda dei meriti acquisiti sul campo.[...]

I Comuni premiati con il cartello con 3 fiori sono stati 6: Bossolasco, Cossano Belbo, Crissolo, Peveragno, San Michele Mondovì, Vernante.  

Sono stati infine 7 (il 28 per cento dell’intero numero a livello nazionale) i Comuni che hanno ottenuto  il maggior numero di consensi e che, di conseguenza, sono stati premiati con un cartello con 4 fiori: Bergolo, Limone Piemonte, Neviglie, Robilante, Sale San Giovanni, Savigliano e Sommariva Perno.[...]

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